Julie Rey: Voyage Oniriques

Julie Rey Surrealist photography

Oggi voglio presentarvi una fotografa che mi ha stregato per l’atmosfera che regna nelle sue immagini. La difficoltà che ho avuto nel trovare informazioni su di lei mi fa pensare che in Italia non sia molto conosciuta, per cui spero sia per voi una bella scoperta! (Così come lo è stata per me)

Julie Rey (classe 1975) è una fotografa francese autodidatta, che ha iniziato a dedicarsi professionalmente alla fotografia nel 2008. L’avvicinamento a questo forma d’arte è dovuta al contatto, dal 2005, con il collettivo fotografico SortiePhotoBordeaux. La sua passione cresce sempre di più, grazie alle opinioni, ai consigli, alle critiche (e anche a qualche emulazione) dei fotografi bordolesi; finché, appunto nel 2008, ha fatto della fotografia la sua attività principale. Lavora principalmente per la stampa (ha pubblicato anche su una grande testata come Elle) e per l’editoria, realizza reportage per varie imprese e ha partecipato a diverse mostre, tra le ultime Expolaroid nel Map-Studio di Bordeaux, nell’aprile 2014. Gran parte delle sue fotografie sono meno commerciali e finalizzate alla stampa d’arte. Queste sono realizzate su carta “Fine art” Hahnemuhle Photorag 100% cotone e senza acidi. Il tiraggio di queste immagini è limitato a 20 esemplari.

La fotografia di Julie Rey si estende dal paesaggio al ritratto, passando per la macrofotografia. Il comune denominatore è la sensibilità e la creatività della fotografa, che, tuttavia, non tralascia mai l’aspetto tecnico, non lascia che le emozioni lo sovrastino. La costante è la dimensione di intimità, di meditazione, sia che si tratti di paesaggi, principalmente realizzati in bianco e nero, di ritratti, che evidenziano la personalità e la singolare bellezza di ogni soggetto fotografato, o che vada verso un nuovo orizzonte come quello della macrofotografia. In ogni sua immagine è da sottolineare la cura di ogni dettaglio: le forme, la composizione, la giustapposizione dei colori, il chiaroscuro e il contrasto sono perfettamente studiati e contribuiscono a dare alle fotografie un aspetto misterioso, riflessivo, intimo, onirico, quasi mistico; a ciò contribuisce anche la quasi totale assenza della figura umana nei paesaggi, che appaiono dunque vuoti, silenziosi, come se si trattasse di un altro mondo. In alcuni scenari, in particolare quelli della serie Urbaine, invece la figura  umana compare, ma è enigmatica, quasi un’ombra, una presenza mai chiaramente distinguibile.

Julie Rey Surrealist photography
Bretagne
http://juliereyc.com/
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Bretagne
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Julie Rey Surrealist photography
Charente
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Charente
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Charente
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Corse
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Espagne
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Gironde
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Gironde
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Irlande
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Urbaine
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Urbaine
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Urbaine
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Urbaine
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Le fotografie di Julie Rey mi hanno davvero catturata, resterei a fissarle per ore! Se volete vedere il suo portfolio completo, andate sul suo sito: http://juliereyc.com/

Julie Rey Surrealist photography
http://juliereyc.com/
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http://juliereyc.com/
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Today I want to present you a photographer who has bewitched me with the atmosphere reigning in her images. I think that in Italy she isn’t much known (find information about her has been sooo difficult), so I hope she would be a great discovery for you (just like she has been for me)

Julie Rey (1975) is a French self-taught photographer, who has started to dedicate professionally to photography in 2008. The approach to this art is due to the contact, from 2005, with the photographic collective SortiePhotoBordeaux. Her passion grows more and more, thanks to opinions, suggestions, critiques (and sometimes emulation) of Bordeaux’s photographers, until 2008, when photography became her principal activity. She mainly works for press (she has published also on a big sheet like Elle) and publishing industry, she realizes reportages for many enterprises and she has took part in many exhibitions, one of the lasts was Expolaroid at Map-Studio in Bordeaux, in April 2014. Most of her photographs are less commercial and aimed at art printing. These images are printed on “Fine art” Hahnemuhle Photorag paper 100% cotton, without acids. Each print realized in this manner produces just 20 copies.

Julie Rey’s photography goes from landscape to portrait, passing through macro photography. The common denominator is sensibility and creativity of the photographer, who never omits the technical side: it is never clouded by emotions. The permanent feature is the dimension of intimacy and meditation, either in landscapes, mainly in black and white, and in portraits, which evidence the personality and the singular beauty of each subject, and also in the new macro photography’s horizon. In every image must be highlighted the attention to detail: shapes, composition, juxtaposition of colors, chiaroscuro and contrasts are perfectly studied and gives to photographs a mysterious, contemplative, intimate, dreamlike, mystic aspect; also the almost total absence of human figure contributes to this: landscapes appear empty, silent, like it would be another world. In some sceneries, particularly those of Urbaine series, there is the human figure but it is enigmatic, almost a shadow, a never clearly recognizable presence.

Julie Rey’s photographs have really captured me; I could stare at them for hours! If you want to see her complete portfolio, go on her website: http://juliereyc.com/