Dalì atomicus

Halsman, Dalì Atomicus, fotografia surrealista

il più celebre dei pittori surrealisti, Salvador Dalì, era un tipo decisamente…eccentrico. E anche Philippe Halsman, come abbiamo cominciato a vedere nello scorso articolo, era un tipo piuttosto anticonformista per il suo tempo. Che cosa poteva nascere dall’incontro tra questi due personaggi? Senza dubbio…una bomba!!

La collaborazione tra i due iniziò a New York negli anni ’40 e uno dei suoi frutti più celebri è la fotografia Dalì Atomicus (1948), così chiamata per la presenza del quadro Leda Atomica. Chiaramente Photoshop non esisteva! Gli oggetti sono sospesi grazie a delle corde trasparenti, la sedia a sinistra è retta dalla moglie del fotografo, Yvonne (nella fotografia infatti manca una gamba della sedia, perché Halsman eliminò le mani), Dalì saltava e i gatti e l’acqua venivano lanciati dagli assistenti. Il tutto al segnale del fotografo! Halsman poi si ritirava in camera oscura per verificare il risultato del lavoro. Ci vollero sei ore e 28 tentativi perché fosse soddisfatto! Il definitivo meritò ben due pagine sulla rivista Life.

Halsman, Dalì Atomicus, fotografia surrealista
Passaggi durante il lavoro
http://philippehalsman.com/
Halsman, Dalì Atomicus, fotografia surrealista
Dalì atomicus, 1948
http://philippehalsman.com/

Il sodalizio tra Halsman e Dalì è unico nella storia dell’arte degli ultimi secoli, per la sua intensità e proficuità. Lavorarono insieme ben 37 anni! Entrambi amavano inventare scenari dai toni onirici e surreali, creare immagini che esistevano solo nella loro immaginazione. Quando Halsman aveva bisogno di un protagonista “folle” per una sua fotografia “selvaggia”, chiamava sempre Dalì; quando Dalì pensava a una fotografia talmente strana da sembrare impossibile da creare, chiamava Halsman. Ed ecco che il Surrealismo di Dalì viene trasportato in fotografia.

Halsman, Dalì, fotografia surrealista, surrealist photography
Salvador Dalì, 1954
http://todayspictures.slate.com/
Halsman, Dalì, fotografia surrealista, surrealist photography
Salvador Dalì, 1948
http://philippehalsman.com/
Halsman, Dalì, fotografia surrealista, surrealist photography
Salvador Dalì, 1953
http://philippehalsman.com/
Halsman, Dalì, fotografia surrealista, surrealist photography
Salvador Dalì, 1954
http://philippehalsman.com/
Halsman, Dalì, fotografia surrealista, surrealist photography
Salvador Dalì, 1954
http://philippehalsman.com/
Halsman, Dalì, fotografia surrealista, surrealist photography
Salvador Dalì, 1954
http://philippehalsman.com/
Halsman, Dalì, fotografia surrealista, surrealist photography
Salvador Dalì, 1965
http://philippehalsman.com/

Vi lascio con un’altra serie di fotografie surrealiste di Halsman.

Philippe Halsman, surrealist photography
Ballet on the beach, 1948
http://philippehalsman.com/
Philippe Halsman, surrealist photography
Hitchcock, 1962
http://philippehalsman.com/
Philippe Halsman, surrealist photography
Jean Cocteau, 1949
http://philippehalsman.com/
OP art nude, 1966 http://philippehalsman.com/
OP art nude, 1966
http://philippehalsman.com/

 

Salvador Dalì, the most famous of Surrealist painters, certainly was an eccentric character. Philippe Halsman was rather nonconformist. What could bear from the encounter among these two characters? No doubt…a bomb!!

Their collaboration started in New York in the 40’s and one of the most well known results is Dalì atomicus (1948): the title of this photograph comes from the presence of the painting Atomic Leda. Obviously, Photoshop didn’t exist! The objects were suspended by transparent cables, the chair on the left was held up by Yvonne, the photographer’s wife (in the photograph there isn’t one of the chair’s leg, because Halsman cut the hands of Yvonne); Dalì jumped, cats and water were launched by the assistants. Everything at the photographer’s signal! After the shot, Halsman turned in the darkroom, to verify the results of his work. It took six hours and 28 tries to satisfy him! The final result deserved two pages of Life.

The friendship between Halsman and Dalì is unique in the history of art of the Twentieth-century, due to its intensity and fecundity. They worked together 37 years! Both loved to invent dreamlike and surreal sceneries, to create images which existed just in their imagination. When Halsman needed a striking actor for a “wild” photograph, he always called Dalì; when Dalì thought about a photograph so strange that seemed impossible, he always called Halsman. So, Dalì’s Surrealism was transferred in photography.

I leave you another set of Surrealist photographs by Halsman.